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Life of a repentant

di Giulia Mozzini

Life of a repentant, Scampia. Reportage e documentario di Giulia Mozzini sulla Camorra, storytelling che racconta la vita di un pentito.
Life of a repentant, Reportage e documentario di Giulia Mozzini sulla Camorra, storytelling che racconta la vita di un pentito.
“Sono uscito di galera sapendo di essere anni luce indietro rispetto agli altri, non conoscevo nemmeno Facebook, per darti un'idea di quanto fossi indietro, e quindi non avrei risparmiato nessun sacrificio per adattarmi alla società civile."
"Noi commettevamo atti criminali con l'obiettivo di acquistare l'ultimo modello Nike, perché per noi era impensabile che i figli di papà avessero gli scooter, le Nike o altri marchi famosi e noi non potevamo permetterci nulla, quindi quello che non ci era stato dato lo prendevamo con la violenza."

"C'era volte in cui i Carabinieri erano nascosti sui tetti, negli edifici, persino nei cassonetti; facevano di tutto per arrestarci e a volte ci riuscivano. Ma, per ogni spacciatore che è stato catturato, ce n'era un altro pronto a rimpiazzarlo."

Life of a repentant

Secondo un rapporto prodotto dalla Polizia di Stato nel 2016 (ultima data per la quale sono disponibili statistiche ufficiali), il totale della "popolazione protetta" è di 6192 persone, 1277 sono collaboratori e testimoni della giustizia e quasi 5000 sono i familiari che li seguono.


L'organizzazione criminale con il maggior numero di collaboratori della giustizia è la Camorra, con oltre 600 pentiti.


Nonostante i vantaggi della collaborazione, non esiste un vero programma di integrazione e molti di loro,

di fronte alle difficoltà che comporta il nuovo ingresso nella società civile, riprendono le proprie abitudini, tornando presto in carcere. Tra coloro che resistono e cercano di adattarsi alle nuove regole, molti non riescono comunque a raggiungere la stabilità economica. Sono pochissimi i soggetti che fanno carriera e riescono a stabilizzarsi nella società e Michele è uno di loro e questa è la sua vita.

Ho conosciuto Michele a novembre 2018 e l'ho seguito per un anno intero. Mi ha portato i suoi diari, scritti in carcere su alcuni quaderni con le copertine ormai quasi consumate e , insieme, abbiamo riscritto tutto al computer. I diari raccontano i fatti, la presa di coscienza fino alla redenzione.

 

Ho assunto un fixer per avere accesso ai luoghi dove ha lavorato per la camorra, a Napoli, per capire e raccontare le sue origini e mostrare il suo percorso.

progetto di reportage e fotogiornalismo , storytelling della fotografa italiana Giulia Mozzini, che racconta nel suo documentario la vita di un pentito di Camorra.

Reportage Mafia, documentario mafia.